Auto sul ghiaccio, eleganza in movimento: The I.C.E. St. Moritz accende l’inverno 2026

Il lago ghiacciato di St. Moritz torna a essere la passerella più esclusiva del mondo. Quando il freddo scolpisce l’Engadina e il lago di St. Moritz si trasforma in una superficie perfetta di ghiaccio, l’inverno svizzero cambia ritmo. Qui, tra montagne iconiche e luce cristallina, prende vita uno degli appuntamenti più affascinanti del calendario internazionale: The I.C.E. St. Moritz.

Il 30 e 31 gennaio 2026, il celebre concorso tornerà a far convivere stile e dinamismo in una scenografia irripetibile, dove le auto non sono semplici mezzi ma capolavori da ammirare e ascoltare, perché sul ghiaccio anche il suono diventa parte dello spettacolo.

Un evento che unisce collezionismo, heritage e adrenalina “on-ice”

The I.C.E. non è un concorso d’eleganza nel senso tradizionale: è un’esperienza costruita sul contrasto, sull’equilibrio perfetto tra il fascino statico delle linee e l’energia delle vetture in movimento. Un format che ha conquistato in pochi anni collezionisti e appassionati, e che nel 2026 si presenta con un dato significativo: numero record di candidature, segno di una crescita concreta e di un’attrattività ormai globale.

In poche parole: St. Moritz non ospita solo un evento, ma diventa un vero centro nevralgico del collezionismo internazionale per due giorni.

Cinque classi in concorso, tra icone senza tempo e nuove leggende

La selezione ufficiale delle vetture è ormai definita e la competizione si articolerà in cinque classi, ognuna con una propria identità narrativa. Le categorie più attese e riconoscibili tornano protagoniste:

  • Barchettas on the Lake, dedicata alla purezza delle forme e all’essenza della sportività classica
  • Open Wheels, dove la meccanica è esposta e la leggerezza diventa poesia tecnica
  • Icons on Wheels, la celebrazione di modelli che hanno lasciato un segno indelebile

Accanto a queste, l’edizione 2026 introduce due nuove categorie che ampliano la prospettiva e cambiano il ritmo del racconto:

  • Birth of the Hypercar, uno sguardo alle origini di un mondo dove potenza e design diventano avanguardia
  • Legendary Liveries, un tributo alle livree più iconiche, capaci di trasformare un’auto in un simbolo riconoscibile al primo sguardo

Ogni classe non è solo una competizione: è un modo per leggere l’automobile come linguaggio estetico, culturale e tecnico.

La giuria internazionale: esperti di auto, design e creatività

A confermare il profilo esclusivo di The I.C.E. St. Moritz è anche la composizione della giuria internazionale 2026, un panel che non si limita alla competenza automobilistica ma integra sensibilità e visione, con figure di rilievo anche in architettura, moda, editoria e arti.

Tra i nomi annunciati spicca Marco Makaus, ideatore e Patron della manifestazione, insieme a grandi autorità del settore come Richard Adatto, riferimento mondiale delle auto classiche e volto storico dei concorsi più prestigiosi.

A dare ulteriore consistenza alla giuria anche Massimo Delbò, giornalista e storico dell’automobilismo, e Mathias Doutreleau, figura chiave nel mondo dei concours e dei campionati FIA dedicati alle vetture storiche.

Il lato più trasversale e contemporaneo arriva con profili come Michele Lupi, capace di valutare lo stile con un approccio che va oltre l’automotive, e con Jay Ward, direttore creativo Pixar legato al franchise Cars e presenza ormai riconosciuta in eventi di altissimo livello.

Tra i protagonisti figurano inoltre Vanessa Marçais, Philip Rathgen (Classic Driver) e Augustin Sabatié-Garat (RM Sotheby’s), mentre una delle novità più interessanti dell’edizione 2026 è l’ingresso di Fabrizio Giugiaro, che porta una visione capace di fondere tradizione, innovazione e cultura del progetto.

Sul ghiaccio non si sfila soltanto: si celebra anche il “Best in Show”

Nel mondo dei concorsi d’eleganza, vincere significa entrare in una storia, e a The I.C.E. questo concetto assume una dimensione ancora più scenografica. Un dettaglio simbolico lo conferma: il trofeo Best in Show è stato disegnato da Norman Foster, una firma che lega l’automobile all’architettura e al design di livello assoluto.

Il risultato è una premiazione che non è mai solo un momento formale, ma un atto finale in perfetto stile St. Moritz: glamour, precisione, atmosfera.

Amanda Stretton guiderà la cerimonia: una voce autorevole per raccontare l’eccellenza

Tra le grandi novità dell’edizione 2026 c’è la nomina di Amanda Stretton come nuova Master of Ceremonies. Giornalista e conduttrice televisiva britannica, è considerata una delle voci più credibili nel mondo dell’automobilismo e del motorsport.

Il suo profilo è costruito su competenza e spettacolo: prima donna britannica a vincere una gara internazionale di lunga distanza a Spa Francorchamps, ha corso anche alla 24 Ore di Le Mans e oggi conduce eventi globali dedicati a mobilità, design e performance. Un nome che alza ulteriormente il livello del racconto e rafforza la dimensione internazionale dell’evento.

The I.C.E. St. Moritz: arte, velocità e rispetto per il territorio

Nato nel 2019, The I.C.E. St. Moritz ha creato un format che non assomiglia a nessun altro: qui l’auto non resta ferma, ma vive. E lo fa in un contesto che impone regole e attenzione, perché il lago è parte integrante della manifestazione e la tutela dell’ambiente dell’Engadina resta un elemento imprescindibile.

Le vetture vengono selezionate con cura e gli accessi del pubblico sono limitati: non per esclusività fine a sé stessa, ma per proteggere un patrimonio automobilistico rarissimo e garantire un’esperienza autentica.

Due giorni in cui auto e ghiaccio parlano la stessa lingua

Il fascino di The I.C.E. sta proprio qui: nel vedere la storia dell’automobile muoversi su una superficie che normalmente appartiene al silenzio dell’inverno. È un evento dove l’eleganza diventa dinamica, dove il collezionismo incontra la cultura e dove lo spettacolo non è un accessorio, ma una conseguenza naturale del luogo.

Per chi ama le auto, e per chi ama l’idea che possano essere arte, St. Moritz, a fine gennaio, è semplicemente il posto giusto.

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